Comune di Torrebelvicino

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Dalla Tassa alla Tariffa Rifiuti

DALLA TASSA ALLA TARIFFA RIFIUTI

(SI STA STUDIANDO COME MODIFICARE LA TASSA RIFIUTI)

Il decreto Ronchi, D. Lg.vo n.22/97, prevede il passaggio da tassa a tariffa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il principio della nuova normativa è quello per cui CHI INQUINA PAGA, favorendo la sostenibilità ambientale (minor produzione di rifiuti e maggior recupero degli stessi), la sostenibilità economica (costi = entrate) e l’equità contributiva (suddividere i costi in maniera più equa).

Per il Comune di Torrebelvicino la data di scadenza per l’applicazione della tariffa è il 2005. Attualmente, oltre allo studio e alla preparazione in vista dell’introduzione della stessa, l’Ufficio sta procedendo a controlli e verifiche delle attuali utenze, analizzando le superfici dichiarate e le abitazioni NON dichiarate. SI COGLIE PERTANTO L’OCCASIONE PER INVITARE TUTTI I CITTADINI A VERIFICARE LA PROPRIA POSIZIONE TARSU (RICORDANDO CHE LA TASSA E’ DOVUTA “DA CHI A QUALSIASI TITOLO OCCUPI, DETENGA O CONDUCA LOCALI ED AREE SCOPERTE TASSABILI A QUALSIASI USO ADIBITI” E QUINDI ANCHE DAI PROPRIETARI DI SECONDE CASE).

La TARIFFA si compone di due parti: la parte FISSA che copre le componenti essenziali del costo del servizio (costi fissi) e la TARIFFA VARIABILE che va rapportata ai rifiuti raccolti e conferiti, al servizio fornito e ai costi di smaltimento a domanda individuale. In base ai dati finora raccolti, emerge in genere che,  i costi sono costituiti per il 30% da quelli fissi e per il 70% da quelli variabili, proiettando pertanto la stessa proporzione anche sulla struttura della tariffa.

I criteri per la determinazione delle tariffe sono dettati dalla norma, lasciando ai Comuni una discrezionalità molto limitata.

Vengono individuate due fasce di utenza: UT. DOMESTICA, la tariffa è suddivisa in QUOTA FISSA (in relazione alla superficie dell’abitazione) e QUOTA VARIABILE ( in relazione al numero dei componenti del nucleo familiare) e UT. NON DOMESTICA, la tariffa, oltre ai mq dell’immobile, utilizza dei coefficienti di produzione legati alla tipologia di attività (la normativa ne individua 30 )

Il passaggio alla tariffa secondo il Decreto Ronchi necessita anzitutto di un’esatta identificazione e suddivisione dei costi relativi alla raccolta e smaltimento dei rifiuti. La nuova logica impositiva prevede la TOTALE copertura dei costi del servizio (attualmente invece il gettito della tassa copre circa il 92% degli stessi), lasciando quindi intravedere un inevitabile aumento delle aliquote.

Si considerino, come esempio,i dati del Comune di Vicenza, una delle realtà a noi vicine che sta sperimentando la tariffa secondo il Decreto Ronchi.

Per le utenze domestiche questo si è tradotto in una netta riduzione per i nuclei familiari poco numerosi (-39,7% per chi abita da solo) mentre è aumentata per i nuclei più numerosi (+ 21,7% per famiglie con 5 o più componenti). Questa situazione rispecchia il principio base della tariffa che prevede che paghi di più chi produce più rifiuti. Non disponendo del dato preciso relativo alla quantità di rifiuti prodotti da ciascuna famiglia, si utilizza la discriminante del numero dei componenti la famiglia, ritenuto un dato più significativo rispetto a quello finora usato dei mq della superficie dell’abitazione. Tuttavia, anche se il maggior costo per le famiglie numerose risulta più equo considerando la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti alla stregua di altri servizi come ad es. la fornitura di energia elettrica, non si dimentichi che in questo modo le famiglie più penalizzate sono proprio quelle che di norma hanno più bisogno di aiuto in quanto più numerose.

Considerando gli effetti dell’applicazione della tariffa alle utenze non domestiche si rileva in primo luogo che questo ha provocato il malcontento e la protesta di non pochi contribuenti: in effetti per alcune categorie gli aumenti sono stati estremamente elevati! Si pensi per esempio ai Ristoranti,alle mense, bar, pasticcerie,… che con la nuova tariffa pagano più di 13 Euro al mq! (Ristorante di 100 mq pagherà 1.324 Euro di tariffa rifiuti all’anno!).

L’ufficio Tributi comunale sta pertanto studiando la nuova normativa, cercando di individuare il metodo più corretto per la sua prossima applicazione cercando, pur nei limiti dati dalla rigidità della norma, la soluzione più equa possibile.

Si ritiene che un primo passo verso il raggiungimento di questa equità sia quello di creare una coscienza nei cittadini tale per cui ci si renda conto che la “tassa” va pagata perché la produzione di rifiuti aumenta sempre più ed è giusto utilizzare tutti i mezzi a disposizione per limitare l’impatto e il danno ambientale da essi causato. La riduzione dei rifiuti può essere attuata anche effettuando acquisti mirati (es. preferire cibi/merci con poco imballaggio, costano di più perché la confezione si paga ma poi va nei rifiuti…).

  In questa logica la tassa perde il suo significato di mera imposizione vessatoria ma diventa il contributo che ognuno di noi deve dare per un servizio reso alla collettività quale quello di mantenere e magari anche migliorare l’ambiente!

                                                                                                               L’UFFICIO TRIBUTI

 

Comune di Torrebelvicino , 14/04/2003

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