Comune di Torrebelvicino
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La Chiesetta di Collareda
La chiesa è ad unica navata con
presbiterio, sacristia e torre campanaria e presenta le stesse misure
interne descritte dal Giordani nella relazione del 1676: ·
Navata
mt. 6,10 x mt. 10,60 – altezza mt. 6,40 ·
Presbiterio
mt. 4,45 x mt. 3,60 – altezza mt. 5,70 ·
Sacristia
mt. 4,70 x 2,10 – altezza mt. 3,00 All’interno della chiesa si accede
dall’unica porta centrale posta sulla facciata essendo stata murata la
porta laterale che una volta si apriva sulla parete nord. La chiesa è illuminata da una finestra a
rosone posta sopra la porta principale e da due finestre rettangolari
poste sulla parete sud. Due finestre più modeste danno luce alla
sacristia dalla quale si accede al piccolo campanile. La chiesa ha unico altare delle forme
classiche e in legno decorato, addossato alla parete di fondo del
presbiterio e che si sovrappone, probabilmente, a un altare più
modesto, ma più antico, di cui si scorgono mensa e piedistallo in
pietra calcarea lavorata a grezzo. La nicchia ricavata sopra la mensa
dell’altare ospita una bella immagine lignea della Madonna in trono
seduta con il Bambino in braccio, significativa opera dello scultore
scledense Guido Cremasco, qui trasportata nel 1946 dalla chiesa
parrocchiale di Torrebelvicino quando, per far luogo all’organo, fu
demolito (malauguratamente) un altare laterale di quella chiesa. In quell’occasione la pala dell’altare,
che meriterebbe un restauro, è stata posta nella parete a lato del
presbiterio. Nel lato opposto e su apposita nicchia ricavata sul muro
d’angolo e aggettante all’esterno, è stata posta una statua di S.
Giuseppe restaurata nel 1987. La pala è così descritta nella relazione
del Giordani del 1676 “...la
palla ha la SS. Trinità che corona la beatissima Vergine Maria, come
nell’ultimo misterio del rosario, e questo nella sommità; più sotto
dalla parte destra S. Francesco e S. Domenico; nella sinistra S.
Gioseffe et S. Antonio da Padova. In fondo alla destra S. Biagio Vescovo
et Martire, S. Apollonia Vergine et Martire et S. Agatta Vergine
Martire..” La descrizione non corrisponde esattamente
all’attuale pala, che è leggermente diversa, ma rappresenta tuttavia
i Santi cari alla storia e alle tradizioni locali. Nella pareti della navata è stata inserita,
in ricordo dell’Anno Santo 2000, la bella Via Crucis di legno dipinto
che riproduce la grande Via Crucis di bronzo costruita, a ricordo
dell’Anno Giubilare 2000, lungo il suggestivo percorso che collega
Torrebelvicino a Collareda e che parte dai nuovi quartieri in fondo a
Torre e che lambisce Casalena e Rizzo. Il soffitto della navata, realizzato con
cannicci, è dipinto a cassettoni con, al centro, l’immagine
francescana della croce tra due braccia che protegge il mondo. Il soffitto dell’area presbiterale,
realizzato a volta crociata, è dipinto ad eleganti volute e riporta,
nei campi, semplici simboli religiosi. L’illuminazione, discreta, è realizzata
con corpi illuminanti in pietra che spariscono nelle pareti. Le lampade
votive, ben restaurate, provengono dalla chiesa di Torrebelvicino, così
come la bella croce di ferro battuto che una volta ornava il timpano
della parrocchiale. Un antico crocifisso con il Cristo scolpito
in osso, è posto sopra la porta principale mente un grande
crocifisso-icona posto a lato dell’altare, è stato offerto
dell’attuale Arciprete don Romano Zordan e testimonia l’unione che
lega la Parrocchia a Collareda e alle contrade annesse. NOTE
CURATE DA PINO TONIOLO |
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